Quando si parla del Sé, si intende normalmente quell’insieme di parti della persona che possiamo genericamente suddividere nel suo spirito, nella sua mente e nella sua anima, nella sua parte maschile e in quella femminile. Come vedremo questa divisione così enunciata procede per suddivisioni binarie o ternarie. Riguardo alla suddivisione di tipo binario o duale, la biologia ci dimostra come da una cellula se ne possano ottenere due, poi quattro, e raddoppiando sempre di numero, via via le altre.

Lo stesso vale per la fisica che genera l’idea di “materia” e “anti-materia”, oppure di “fotone” e “anti-fotone”. Ma esplorando altre branche della conoscenza, incontriamo ad esempio la filosofia che formula opposizioni  binarie tra “idealismo” e “materialismo” oppure “razionalismo” e “metafisica” e ancora tra “monismo” e “dualismo”.

 ESEMPIO DI SUDDIVISIONE A LOGICA BINARIA: LA CELLULA

Riguardo alla suddivisione ternaria, sia la filosofia che la mitologia hanno da sempre parlato di processi triadici come ad esempio all’interno della dialettica hegeliana. Nella religione cristiana abbiamo la triade “Padre”,”Figlio” e “Spirito Santo” mentre in quella indiana la triade “Brahma-Vishnu-Shiva“, dai quali si diramano i principi creatore,  conservatore e  distruttore. In tutte le tradizioni religiose abbiamo suddivisioni ternarie di questo tipo, che possiamo traslare in una logica scientifico-psicoanalitica nella triade Spirito-Mente-Anima ovvero anche nelle due parti che formano la Mente: lo Spirito, maschile, a carattere logico-razionale e l’Anima, femminile, di tipo percettivo-emozionale.

                                                                    LA TRIADE  BRAHMA, SIVA, VISNU

Il lavoro di autocoscienza si basa sulla comprensione del proprio Sé e sull’armonizzazione delle parti indicate. Questo processo può aiutare a circoscrivere fenomeni, più o meno strutturati, di squilibrio o di sovrapposizione e sostituzione di una parte con l’altra. A tal fine la tecnica ideata dal Prof. Corrado Malanga detta Triade Color Test (TCT) – essendo formulata per un’azione sul cervello “rettile” – viene ritenuta molto utile al fine di un lavoro di armonizzazione delle parti in causa. Essa è utile, inoltre, all’eliminazione di tutti quei costrutti e pratiche non essenziali ai fini del percorso di consapevolezza e realizzazione della persona. La tecnica utilizza la logica fondamentale dei colori – su modello RGB – per ritornare appunto agli archetipi fondamentali. Ma altresì può procedere anche attraverso l’uso del suono, per tutti quei soggetti che hanno il canale auditivo, quale via d’accesso principale alle proprie percezioni,in luogo di quello visivo.

Il TCT è basato sostanzialmente sulle teorie dell’Universo Olografico di Bohm che effettua una distinzione tra l’universo reale e quello virtuale, e dall’azione che si può mettere in atto sul primo ai fini della “manifestazione” nel secondo. Il neuropsichiatra Pribram invece parla di Cervello Olografico, ovvero del cervello visto come un vero calcolatore in grado di leggere nella griglia temporale. Su questa, il cervello può agire come una sorta di macchina che può essere in grado di direzionare il presente grazie ad una modifica della linea temporale (ad esempio sul passato o sul futuro oppure invertendo i termini). Queste pratiche costituiscono alcuni degli elementi principali della Simulazione Mentale-Mental Simulation Approach (MSA).

Un altro momento fondamentale nell’acquisizione di consapevolezza è il percorso della malattia. Per Platone la malattia è una risposta del corpo a problematiche complessive della persona, uno dei primi approcci di tipo olistico. Secondo alcuni studi e ricerche che legano la malattia al concetto di entropia, si evince che, nel suo periodo di sviluppo, l’entropia complessiva della persona aumenta anche se nella parte malata essa risulta più bassa. Questa cosa fa pensare ad un “riordino” in corso di tutto l’organismo. Un’occasione dunque per la persona di prendere consapevolezza riguardo al proprio Sé. Un capovolgimento per così dire della normale logica alla quale siamo abituati, che vede la malattia come un’incidente di percorso che si inserisce nella storia di un organismo sano. L’organismo, quindi, parte da una successione che passa da soggetto inconsapevole a malato per giungere alla consapevolezza. Ecco perché è importante non forzare il possibile processo di “autoguarigione”, andando ad agire esclusivamente sul sintomo che l’intero processo esprime.

La via della consapevolezza, vista in quest’ottica, è fondamentale nella costruzione di un mondo armonico fondato sullo scambio continuo di livelli simili di consapevolezza. Un modello comunitario che rispecchi quindi il processo di armonizzazione e integrazione della propria Coscienza. Questo processo avviene nella sfera interiore della persona per riflettersi all’esterno di essa. Questa è l’idea sostanziale che sta alla base del Mondo Felice che vogliamo costruire. R.S.

 


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